Dall’Alto Adige, il Lagrein che conquista l’Europa

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Il vitigno più rinomato e pregiato del territorio altoatesino è lui, il Lagrein a bacca rossa che da tempo è diventato fonte di un vino richiesto ben oltre i confini regionali e nazionali, e ben oltre la sua classica definizione come rosato.

La storia: dal rosato al rosso, dalla Francia all’Alto Adige

Il Lagrein Kretzer è stato per molto tempo il re delle coltivazioni altoatesine, insieme con la Schiava, mentre da più recentemente si sono sviluppate tante viticolture per potenziare la struttura elegante di questo vino, con produzioni mirate a creare delle etichette di vini corposi, armonici, fruttati e dai tannini consistenti.

Grazie al lungo affinamento in botte, il Lagrein risulta ora ben diverso dalle originali produzioni del rosato Kretzer, in cui le qualità acidule e meno corpose erano ben maggiori. Il rosso caldo che ora va per la maggiore, viene prodotto in tutto il Trentino Alto Adige, ma in particolare nel territorio di Bolzano e Gries, dove sorge l’omonima abbazia. Altre zone abilitate alla viticoltura per il Lagrein DOC sono Bronzolo, Caldaro, Cortaccia, Cortina dell’Adige, Laives, Magré Montagna, Vadena, Egna, Salorno, Appiano e Termeno.

La sua provenienza è probabilmente dalla Vallagarina, una valle più a sud di Bolzano, e di origine greca, per cui si discute ancora se Lagrein derivi dalla valle Lagarina oppure dalla città di Lagaria in Magna Grecia, dove si elaborava il vino Lagaritanos. Per molti, invece, le origini sono francesi, proprio dal Pinot Nero della Borgogna che tante delizie riserva da secoli a tutti gli appassionati bevitori.

Adesso il Lagrein DOC rappresenta un vino rosso ben definito, che arriva alle sue caratteristiche anche per le alte escursioni termiche tra giorno e notte, che ne sviluppano i profumi intensi. Si coltiva protetto dall’esposizione al sole, a pergola tradizionalmente oppure a spalliera negli ultimi tempi, e si affina in legno di rovere per almeno 6 mesi.

Le caratteristiche organolettiche del Lagrein

L’aroma arriva subito esuberante e speziato, ricco di sentori che ricordano frutti di bosco, funghi, pepe e con una persistenza del bouquet ampio, di grande intensità.

Il sapore di questo vino è sontuoso, strutturato come un rosso tannico deve essere, anche se i tannini per quanto presenti in modo potente, siano ben affinati dal legno, e rendono il Lagrein un vino fresco. Il retrogusto di pepe e liquirizia, lo rende caldo e avvolgente al palato per quest’esperienza altoatesina, consigliata a chiunque ami i rossi di personalità.

Gli abbinamenti del vino a tavola, ben studiati dagli esperti di vini, chef, o da coloro che hanno frequentato un corso per sommelier (tra le scuole più conosciute suggeriamo Degustibuss, l’Accademia Italiana per sommelier, degustazione di vino e barman) consigliano la combinazione tra il Lagrein rosso ed i piatti di carne e succulenti, ottimi per i barbecue e roast beef, piatti a base di anatra o coscio d’agnello, coniglio in umido, bolliti.

Tra gli altri piatti, se ne consiglia l’assaggio con i tipici canederli del territorio e le lasagne al forno, meglio se condite con carni e intingoli dal gusto sapido. Si serve sempre ad alte temperature, dai 16 ai 18 gradi, e nel classico bicchiere da calice ampio, adeguato ai vini rossi.

Il Lagrein rosato è squisito nell’esaltazione dei frutti di mare, e ottimo anche per gli aperitivi – fa parte del successo che i rosati stanno riscuotendo, nell’orario prediletto da molti!

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