I maritati: le nozze tra le orecchiette e i maccheroncini

Pasta maritati

Quando pensiamo alla pasta, uno dei capisaldi della cucina italiana, e quando la dobbiamo scegliere per preparare qualche pasto, solitamente ci dividiamo tra pasta lunga e pasta corta, liscia e rigata, integrale o meno. La scelta verte in base ai gusti e ai tipi di condimenti e tra le scelte che troviamo nelle dispense delle nostre cucine e nei banconi dei supermercati sono solitamente sempre le stesse: spaghetti, linguine, fettuccine, bavette, rigatoni, penne, mezze maniche, farfalle e orecchiette. Esiste anche un altro tipo di pasta, tipicamente pugliese, che prende il nome di maritati e che sono la sintesi tra i maccheroncini e le orecchiette. Conosciamo meglio questo “nuovo” e particolare formato di pasta tipica pugliese.

Storia e curiosità ‘piccanti’

Il termine maritato, in italiano participio passato del verbo maritare, è un sinonimo di sposato, ovvero di chi ha preso moglie o, al femminile, di chi ha preso marito. Tale termine ha valenza anche per quel che riguarda la cucina in quanto, per estensione, indica un alimento mescolato con un altro. Ed è proprio il caso dei maritati, la pasta che rappresenta le nozze tra le orecchiette e i maccheroncini. Il termine, però, ha un’origine anche meno letteraria e “alta”: infatti nel dialetto pugliese (terra originaria di questo tipo di pasta) i maccheroncini sono noti anche con il nome di minchiarieddi che rimanda in maniera non troppo velata all’organo genitale maschile. Di rimando le orecchiette hanno assunto il simbolo della sessualità delle donne, per cui dalla loro unione nascono, appunto, i maritati. Tra le altre cose questo è un tipo di pasta che tradizionalmente veniva utilizzato nel Salento durante i pranzi di nozze, come segno di fecondità per i nuovi coniugi.

La preparazione

L’impasto utilizzato per preparare i maritati, una delle paste tipiche pugliesi più affascinanti, è preparato con l’acqua e la semola di grano duro. Le orecchiette vengono realizzate tramite dei ‘rotoli’ di impasto non più spessi di un dito e con una lunghezza di trenta centimetri circa, che poi vengono successivamente ritagliati in parti più piccole della dimensione di un centimetro per poi essere schiacciati con il pollice facendo pressione per donargli la classica forma curva. Per la preparazione dei maccheroncini bisogna invece utilizzare un particolare strumento (detto ‘paduro’) che è un ferro molto particolare sul quale viene arrotolato l’impasto e che restituisce la tipica forma di questo tipo di pasta.

L’utilizzo in cucina

Quali ricette possiamo preparare con i maritati? Come tipo di pasta si prestano molto bene con condimenti a base di sugo di pomodoro, meglio ancora con uno rosso di carne. La presenza del caciocavallo silano, per rimanere nell’alveo dei prodotti tipici di questa terra, è uno dei ‘segreti’ per preparare dei maritati molto gustosi. Il caciocavallo viene grattugiato e, sciogliendosi con il calore della pasta, si fonde perfettamente con gli altri ingredienti (soprattutto la carne). Altre ricette ottime con i maritati sono quelle tipiche dei maccheroncini e delle orecchiette, quindi con le cipe di rame stufate, con rucola e patate o anche con la ricotta.

Buon appetito!

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