Ricetta della trippa alla romana

Trippa alla romana

Scopriamo oggi come fare la vera, originale e tradizionale ricetta della trippa alla romana. Avremo la possibilità di cucinare con le nostre mani un piatto identico a quelli che si possono gustare nelle antiche e tipiche fraschette romane. La trippa è una frattaglia (le interiora degli animali) che si ricava dallo stomaco (e non dell’intestino) del bovino. L’unico consiglio preventivo da seguire è quello di non aggiungere sale nella preparazione perchè il risultato finale risulterà molto saporito.

Ricette romane

Sono sempre tante e molto sfiziose le ricette tipiche della cucina romana, tanto apprezzate da superare facilmente i confini cittadini, ma anche quelli regionali. Molte di queste ricette sono diventate una sorta di simbolo della romanità, come nel caso della carbonara e degli spaghetti alla gricia per rimanere nei primi piatti, per poi passare ai carciofi ripieni e alle frappe. Il cinema, le canzoni e la letteratura hanno contribuito a sigillare questi piatti in maniera indelebile all’essere romani e alla città eterna. La trippa alla romana è una di queste ricette, tanto da essere parte integrante anche di un detto popolare, di un modo di dire, come nun c’è trippa pe’ li gatti, pronunciato per la prima volta all’inizio del Novecento da un sindaco della città, Ernesto Nathan, che con questa espressione giustificava un taglio alla spesa pubblica.

Gli ingredienti

Vediamo quali sono gli ingredienti per 4 persone per preparare la nostra trippa alla romana autentica:

  • 600 gr. di trippa cotta;
  • una carota;
  • una cipolla;
  • un gambo di sedano;
  • un cucchiaio d’olio d’oliva;
  • due dita di vino bianco;
  • 400 gr. di pomodori freschi;
  • 100 gr. di pecorino;
  • una manciata di mentuccia.

La preparazione

Prepariamo un battuto con la carota, la cipolla e il sedano e lo facciamo cuocere a fuoco basso, in una pentola di coccio, con l’olio. Aggiungiamo al soffritto la trippa, che abbiamo tagliato a strisce. Mescoliamo continuamente per non farla attaccare e facciamo cuocere il tutto per 5 minuti, sfumando la trippa col vino bianco.

Scottiamo i pomodori e li frulliamo nel mixer, per poi aggiungerli nella pentola con la trippa. Cuociamo per almeno 40 minuti, avendo cura di mescolare continuamente e tenendo la fiamma molto bassa. La cottura deve essere infatti lenta e dolce e occorre mescolare per renderla omogenea e insaporire al meglio la trippa.

Negli ultimi minuti di cottura aggiungiamo la menta e continua a mescolare. A cottura ultimata aggiungiamo quindi il pecorino e mantechiamo vigorosamente. A questo punto possiamo impiattare aggiungendo ad ogni porzione un’ulteriore bella manciata di pecorino e una fogliolina di menta come decorazione. La nostra trippa è pronta!

La trippa alla romana è un piatto molto sostanzioso, possiamo quindi servirlo come piatto unico, magari accompagnato da croccanti crostini di semplice pane tostato, oppure con fette di pane dorato in forno e strofinato con aglio e pomodorini freschi, per creare delle piccole bruschette di accompagnamento.

In tutti i casi, buon appetito.

Trippa, alla romana o alla fiorentina?

Le varianti della trippa alla romana, anche dal punto di vista del nome, cambiano a seconda della regione: in Emilia Romagna abbiamo la büśeca ad manṡ ala piaśintëina, in Liguria le trippe accomodae co-e patatte, in Lombardia la busecca, in Piemonte la trippa di Moncalieri, in Toscana la trippa e lampredotto e in Veneto la trippe in brodo. Vediamo proprio la versione toscana, mettendola a confronto con quella romana.

Molti ingredienti sono, ovviamente, gli stessi e molto dipende dai gusti e dalla versione che si vuole preparare. A caratterizzare la trippa alla romana sono il pecorino e la passata di pomodoro, mentre nella trippa alla fiorentina è la presenza del burro e del parmigiano, ma soprattutto del fondo di arrosto. In questo senso una simpatica curiosità è che questa ricetta (la ‘trippa condita con burro e formaggio grattato’) è la stessa ordinata dal gatto e la volpe ne Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi.

Se il giovedì è, da tradizione, il giorno destinato agli gnocchi, il sabato è quello dedicato alla trippa, tanto che niente meno che il celebre Totò, nel film 47 morto che parla si espresse in maniera lapidaria con la frase “Sabato, trippa”. Per questo motivo, passando nei vicoli e nelle locande di Roma (ma anche di altre città italiane) è possibile ancora oggi veder rispettato questo curioso ‘calendario gastronomico’.

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