Salernisano, ristorazione e tecnologia “buona”

Salernisano, ristorazione e tecnologia “buona”

Quando è tornato nella sua città, Salerno, Ruggero aveva le idee chiare. Aveva studiato abbastanza (e continua a farlo) per decidere di ricercare il benessere col cibo. Nei secoli, dice lui, la cucina ha sempre avuto un legame con le erbe curative, medicinali, e ha deciso quindi di aprire nella sua città “Salernisano”, gioco di parole tra Salerno e sano.

Ruggero ha studiato a Milano, poi è cresciuto a Roma e alla fine ha riportato a casa una profonda curiosità per la coltivazione e le piante. Così, chi entra nel suo locale, sperimenta un curioso mix di natura e tecnologia “buona”, come la definisce lo stesso Ruggero.

Con impianti idroponici e acquaponici, nel Salernisano crescono, in particolari ecosistemi, fragoline, bietola rosa, sedano, spezie ed erba medica. Molti prodotti, quindi, sono coltivati nella struttura mentre il resto sono tutti a km 0 e provenienti dalla ricca zona del Cilento.

Lo stesso Ruggero ha selezionato ogni singola ricetta e ingrediente per piatti vegani, vegetariani e onnivori. La carne, poi, è presidio Slow food proveniente dal Piemonte, con manzi cresciuti allo stato brado e di razza La Granda, mucca che era quasi scomparsa.

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